| Quali menu per gli ospiti della mangiatoia?

I piccoli uccelli (chiamati anche “passeriformi”) hanno abitudini alimentari molto varie. Ci sono specie “insettivore” (come il pettirosso) che prediligono insetti e vermetti, specie che invece sono “granivore” (come il cardellino) e amano per lo più i semi e, infine, specie “onnivore” (come il passero) che mangiano un po’ di tutto. Volendo alimentare una notevole varietà di uccelli, possiamo rifornire la mangiatoia con un insieme di cibi diversi, verificando poi quali sono quelli più graditi.
|  |  | | granivoro | insettivoro | onnivoro |
Le dimensioni e la forma del becco, indicano la dieta preferita Alimento base, molto apprezzato e assai economico, è composto dai semi di girasole, da mettere sia interi (per le cince o i fringuelli che sono in grado di sgusciarli col becco), che sminuzzati col tritatutto. Ad essi possiamo aggiungere una classica miscela di semi, in commercio (canapa, avena, miglio, grano, orzo, lino, papavero, niger, ravizzone), ma anche frutta secca (noci, nocciole, castagne) intera o sminuzzata, pezzetti di dolci sbriciolati (biscotti, panettone, ciambellone, ecc.) e croste di formaggio. Come “gestire” la mangiatoia? Non dobbiamo pensare di fare il pienone di uccellini non appena mettiamo per la prima volta i semi. Anzi, è assai probabile che il primo giorno non accada nulla e serva un breve periodo di rodaggio per abituare i piccoli amici alla nuova opportunità.
Una volta che le visite diventano frequenti, la mangiatoia va rifornita con regolarità e costanza, soprattutto nei giorni più freddi, evitando assolutamente di lasciarla vuota perché i passeriformi, in qualche modo, ci “fanno affidamento”. Il contenitore della mangiatoia va pulito regolarmente, ogni settimana, eliminando i resti di cibo e gli eventuali escrementi. Quando poi arriva la primavera, e le possibilità alimentari in natura sono di nuovo al massimo, dobbiamo smettere di rifornire la mangiatoia per aiutare i nostri beniamini a trovarsi di nuovo il cibo da soli. | |