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Infiorate

L’usanza di spargere fiori per le strade era già comune durante le festività ebraiche e romane: nel 1377,  quando Gregorio XI riportò la sede del papato da Avignone a Roma, le donne del popolo, riprendendo questa usanza, gettarono rose sulla scia del pontefice. Nel 1406 e nel 1572 ebbero simili festeggiamenti anche Gregorio XII e Gregorio XIII in occasione dell’entrata trionfale a Roma del primo e dell’inizio del pontificato del secondo. Nei primi decenni del 1600, inoltre, una nave interamente fatta con i fiori attraversò le vie di Roma in ricordo delle barche guarnite di fiori che Giulio II usava per raggiungeva la sua villa sul Tevere.

A partire dal 1625 i tappeti di fiori realizzati sulle strade, le cui ampie superfici venivano decorate con il solo ausilio di petali e foglie, divennero vere e proprie espressioni d’arte, che raffiguravano soggetti religiosi e stemmi papali. Le prime infiorate artistiche di cui si ha notizia furono eseguite in Vaticano, in occasione della festa di S.S. Pietro e Paolo: a partire dal 1700, tuttavia, le infiorate comparvero anche in molti paesi dell’Italia centrale, soprattutto in occasione del Corpus Domini, come nel caso di Genzano, Bracciano, Spello, ma anche per festeggiare altre ricorrenze, come si verifica per l’infiorata di Gerano dedicata alla Madonna del Cuore, o per ricordare il giorno della liberazione dal Barbarossa, come avviene nel particolare caso della Festa dei pugnaloni di Acquapendente.

Per nostra fortuna, la paziente arte di scegliere e preparare i petali dei fiori in modo da fornire tutte le sfumature e i colori necessari ai decoratori è giunta fino a noi e questi capolavori “naturali” si possono ancora oggi ammirare per le vie di tanti antichi borghi.

A tal proposito vi ricordiamo gli appuntamenti per la prossima primavera più vicini a noi.

 

Le infiorate di Torre Alfina

L'uso dei fiori come addobbo per onorare nelle processioni il passaggio del Santo è legato ai periodi dell'anno dedicati alla Madonna, cioè i mesi di Maggio e Settembre. Fino a trent'anni fa, le funzioni di Maggio si celebravano ogni pomeriggio, i fedeli, a turno ogni sera realizzavano davanti alla porta della Chiesa della Madonna dell'Amore una piccola infiorata, realizzate per la maggior parte con rose e finocchiella. Altra occasione per le infiorate era il Corpus Domini, la Pentecoste, che vedeva sfilare in processione coloro che possedevano della terra, portando in mano delle croci di canna, legate con nastri insieme a foglie e fiori di iris o gladioli di campo. Le croci benedette erano quindi deposte nei campi a protezione del raccolto. In ogni modo le infiorate più belle, e numerose, come accade ancora oggi sono fatte per la festa del patrono S. Bernardino da Siena il 20 di Maggio. Gli abitanti dei diversi rioni si adoperano nella ricerca di rose, calendule, "trama"di noce, fiordalisi,  maggio  , "lupinastro e lupinella", peonie, finocchio, spighe di fieno. Da più di venti anni, con regolarità da un decennio circa, le infiorate preparate con perizia dagli abitanti di Torre Alfina sono messe a concorso, giudicate da una giuria esterna e premiate nel corso della festa, tre premi come i tre rioni S. Angelo, il Corso e le Zepponami.

Il Corpus Domini a Bolsena

Molte infiorate si tengono in occasione della festività del Corpus Domini che fu istituita nel 1264 da papa Urbano IV per commemorare il miracolo di Bolsena: nel 1263 un prete boemo che dubitava del miracolo dell’eucaristia, vide uscire dall’ostia spezzata del sangue che macchiò il panno di lino sottostante il calice e la pietra dell’altare della  grotta di Santa Cristina, dove l’incredulo prete stava celebrando la messa.
Attualmente, l’infiorata di Bolsena è caratterizzata da disegni geometrici molto semplici poiché si snoda su un percorso di oltre due chilometri; i fiori più rari sono utilizzati solo per piccole sfumature di colore, mentre le corolle più delicate vengono raccolte all’alba del giorno di festa.

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